Di Crossave · Aggiornato: agosto 2026
Nel 2026 comprare dagli Stati Uniti è cambiato due volte, e le due notizie vengono spesso confuse. La prima riguarda chi vende verso l'America e non tocca chi compra. La seconda invece cambia il conto in tasca a chi compra, ed è quasi sconosciuta: dal 1° luglio 2026 molte merci di origine statunitense entrano nell'Unione Europea a dazio zero. Il punto è che «di origine statunitense» non vuol dire «spedito dagli Stati Uniti», e su quella differenza si gioca tutto il risparmio. Qui trovi il conto completo con i numeri, cosa chiedere al venditore, e perché la notizia degli 800 dollari che hai letto ovunque con te non c'entra niente.
Il Regolamento (UE) 2026/1455, in vigore dal 1° luglio 2026 e fino al 31 dicembre 2029, azzera i dazi doganali europei sulle merci elencate nel suo Allegato I «e originarie degli Stati Uniti». L'Allegato copre i capitoli 25-97 della nomenclatura doganale, cioè in pratica tutte le merci industriali: abbigliamento, elettronica, macchine, strumenti ottici.
Per capire quanto pesa: l'abbigliamento paga normalmente il 12% di dazio. Su una giacca da 300 euro con 20 di spedizione sono 38,40 euro. Se la giacca è di origine statunitense, dal 1° luglio 2026 quei 38,40 euro non sono dovuti.
È una misura dichiaratamente temporanea, legata all'accordo commerciale fra Unione Europea e Stati Uniti: scade a fine 2029, e può essere sospesa prima se l'accordo cambia.
Qui sta il punto che nessuno spiega, e che decide se pagherai o no. L'esenzione vale per l'ORIGINE della merce — dove è stata prodotta — e l'origine si determina con le regole non preferenziali del Codice doganale dell'Unione. Non ha niente a che vedere con il paese da cui parte il pacco.
Un venditore americano che ti spedisce da Los Angeles un telefono fabbricato in Cina ti sta spedendo merce di origine cinese: il dazio resta dovuto per intero. Al contrario, una chitarra costruita in Tennessee resta di origine statunitense anche se te la spedisce un negozio tedesco.
Su un marketplace il primo caso è la maggioranza, ed è il motivo per cui questo sito continua a mostrarti il dazio anche sugli acquisti che partono dagli Stati Uniti: noi sappiamo da dove parte il pacco, non dove la merce è nata. Quando il conto riguarda una spedizione dagli USA sopra i 150 euro te lo scriviamo accanto al totale, così sai che c'è una domanda da fare.
L'origine la conosce solo chi vende, e non è un'informazione esotica: un negozio serio ce l'ha in fattura. La domanda da fare prima di ordinare è una sola:
Qualunque cosa succeda al dazio, l'IVA italiana del 22% è dovuta su tutto ciò che entra da fuori Unione Europea, da qualsiasi importo: la vecchia franchigia sotto i 22 euro è stata abolita il 1° luglio 2021. Si calcola sul valore della merce più la spedizione, più il dazio quando c'è.
Due esempi calcolati con lo stesso motore del comparatore. Una carta da collezione da 400 euro con 20 di spedizione: il dazio è zero (le carte stampate le classifichiamo fra gli «altri stampati», voce che ha aliquota zero di suo; per una carta di un gioco collezionabile esiste anche la lettura «carte da gioco» al 2,7%), l'IVA è 92,40 euro, totale 512,40. Una giacca da 300 euro con 20 di spedizione, senza prova di origine: dazio 38,40, IVA 78,85, totale 437,25 euro.
La regola pratica: su un acquisto americano il dazio si può azzerare con una domanda, l'IVA no. Chi si concentra solo sul dazio guarda la voce più piccola.
Se il valore della sola merce sta sotto i 150 euro, dal 1° luglio 2026 si applica il dazio forfettario europeo di 3 euro per tipo di articolo, che ha sostituito la vecchia franchigia. Una carta da 90 euro con 15 di spedizione arriva così a 131,76 euro: 3 di dazio e 23,76 di IVA.
Come questo forfait si combini con l'esenzione per le merci di origine statunitense non è chiarito dalle fonti che abbiamo consultato, e non ce lo inventiamo: sotto i 150 euro il nostro calcolo applica il forfait. Sono 3 euro, non cambiano una decisione.
Dal 1° ottobre 2026, in Italia, si aggiunge un contributo nazionale di 2 euro a spedizione sui pacchi extra-UE fino a 150 euro. La partenza era prevista per luglio ed è già stata rinviata una volta.
Dal 29 agosto 2025 gli Stati Uniti hanno sospeso la franchigia «de minimis» che lasciava entrare senza dazio i pacchi sotto gli 800 dollari. È una notizia che ha fatto il giro dei giornali, e viene regolarmente citata a sproposito anche nelle discussioni fra collezionisti italiani.
Riguarda le merci che ENTRANO negli Stati Uniti. Se compri da un venditore americano, la merce esce dagli Stati Uniti ed entra nella UE: quella regola non ti tocca in nessun modo. Ti riguarda solo se sei tu a spedire verso l'America — per esempio se vendi una carta a un collezionista statunitense.
Vale la pena saperlo perché è l'errore più diffuso su questo argomento, e porta a rinunciare a un acquisto conveniente per una tassa che non esiste in quella direzione.
Tutte le norme citate hanno una data e una fonte, elencate in fondo. Due sono in movimento e vanno riverificate: l'esenzione sulle merci di origine statunitense, che scade a fine 2029 e può essere sospesa prima se l'accordo commerciale cambia, e il contributo italiano da 2 euro, già rinviato una volta.
Se leggi questa pagina molto dopo agosto 2026, controlla le fonti prima di fare il conto: su un argomento come questo una guida vecchia non è imprecisa, è sbagliata.
Vuoi calcolare il costo totale reale (dazio e IVA inclusi) per il prodotto che stai guardando?
Prova il comparatore Crossave →Fonti consultate per i dati citati in questa guida: