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Di Crossave · Aggiornato: agosto 2026

Dazio di 3 euro sui pacchi extra-UE: cosa cambia davvero dal 2026

Per anni comprare online da fuori Unione Europea sotto i 150 euro voleva dire non pagare dazi: c'era una franchigia, e valeva per quasi tutti i pacchi che arrivavano da Cina, Regno Unito o Stati Uniti. Dal 1° luglio 2026 quella franchigia non c'e' piu'. Al suo posto c'e' un dazio forfettario di 3 euro per articolo, e in Italia dal 1° ottobre si aggiungera' un contributo nazionale di 2 euro a spedizione. Questa guida spiega cosa e' cambiato con le date esatte, quanto paghi davvero su un acquisto tipico, e le due cose che quasi nessuno racconta: come cambia il conto se il venditore usa il regime IOSS, e perche' il dazio si conta per tipo di articolo e non per pezzo.

Cosa e' cambiato il 1° luglio 2026

Il Regolamento UE 2026/382 ha eliminato la soglia di esenzione dai dazi per le spedizioni di modico valore. Fino al 30 giugno 2026 un pacco con merce fino a 150 euro entrava senza dazio (l'IVA invece era gia' dovuta dal 2021). Da luglio si paga un dazio forfettario di 3 euro per ogni tipo di articolo contenuto nella spedizione.

E' una misura dichiaratamente temporanea: resta in vigore fino al 1° luglio 2028, quando entrera' in funzione l'EU Customs Data Hub e si torneranno ad applicare i dazi ordinari calcolati su valore, origine e classificazione della merce. Fino ad allora il forfait sostituisce il calcolo puntuale, che sarebbe ingestibile su centinaia di milioni di micro-spedizioni.

Il dazio viene riscosso dagli uffici doganali al momento dell'importazione. In pratica, a seconda di come vende il negozio, puo' esserti addebitato al momento dell'acquisto oppure richiesto dal corriere alla consegna insieme alle sue spese di sdoganamento.

Quanto paghi davvero: tre esempi

Il forfait si conta per TIPO di articolo, non per pezzo: e' la differenza che cambia il conto quando ordini piu' cose insieme.

La parte che quasi nessuno spiega: IOSS

Se il venditore aderisce al regime IOSS (lo fanno quasi tutte le grandi piattaforme: e' il sistema con cui l'IVA europea viene riscossa gia' al checkout), il dazio di 3 euro resta dovuto ma viene ESCLUSO dalla base imponibile IVA. Paghi quindi l'IVA sul valore della merce, non sulla merce piu' il dazio.

Se invece il venditore non usa IOSS, l'IVA all'importazione si calcola su un valore che COMPRENDE anche il dazio forfettario. La differenza in euro e' piccola su un singolo acquisto, ma spiega perche' due pacchi apparentemente identici possono arrivare con conti diversi.

Come capirlo prima di comprare: se al momento del pagamento vedi l'IVA italiana gia' addebitata, il venditore sta quasi certamente usando IOSS e alla consegna non dovresti ricevere richieste di pagamento per l'IVA. Se invece il prezzo e' "al netto di tasse", aspettati che sia il corriere a chiederti IVA, dazio e la sua tariffa di sdoganamento.

Il contributo italiano da 2 euro: dal 1° ottobre 2026

Oltre al dazio europeo, l'Italia ha introdotto un contributo nazionale di 2 euro per ogni spedizione da paesi extra-UE con valore dichiarato fino a 150 euro (legge di bilancio 2026, art. 1 comma 126 della legge 199/2025). Serve a coprire i costi amministrativi dei controlli doganali.

Attenzione alla data, perche' e' cambiata: la partenza era prevista per il 1° luglio 2026 ma e' stata rinviata al 1° ottobre 2026 dall'articolo 15 del decreto legge 107/2026. Fino ad allora si paga solo il dazio europeo. Da ottobre i due si sommano: 3 euro per tipo di articolo piu' 2 euro a spedizione.

Un rinvio c'e' gia' stato, quindi la data va considerata probabile e non certa: prima di un acquisto importante conviene verificare sul sito dell'Agenzia delle Dogane, che pubblica le istruzioni operative aggiornate.

Sopra i 150 euro non cambia nulla

Il forfait riguarda solo le spedizioni fino a 150 euro di valore intrinseco (cioe' il valore della merce, senza spedizione e assicurazione). Sopra quella soglia continuano ad applicarsi i dazi ordinari, che dipendono dalla categoria merceologica e possono essere molto diversi tra loro: zero su alcuni prodotti, diversi punti percentuali su altri.

Per questo il salto sopra i 150 euro va calcolato prima di ordinare: su alcune categorie l'aliquota ordinaria costa meno del previsto, su altre parecchio di piu' del forfait.

Cosa controllare prima di ordinare da fuori UE

Il prezzo esposto su un sito extra-UE non e' quasi mai quello che pagherai. Questa e' la lista minima da verificare:

Perche' il totale sul nostro sito tiene gia' conto di tutto questo

Crossave e' nato esattamente per questo problema: confronta lo stesso prodotto tra negozi e paesi diversi mostrando il costo totale reale, con dazio e IVA all'importazione gia' stimati per la tua destinazione. Il dazio forfettario da 3 euro e' incluso nel calcolo dal giorno in cui e' entrato in vigore.

Dove un dato non e' disponibile, il sito scrive "n/d" invece di inventare un numero: un totale senza la spedizione dichiarata e' un minimo, non il prezzo finale, e viene indicato come tale.

Vuoi calcolare il costo totale reale (dazio e IVA inclusi) per il prodotto che stai guardando?

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Fonti consultate per i dati citati in questa guida: