Di Crossave · Aggiornato: agosto 2026
Il mercato giapponese delle carte Pokémon non è una versione più economica di quello europeo: è un mercato diverso, con uscite, illustrazioni e promo che in Europa non arrivano mai. Per questo si compra dal Giappone. La domanda vera non è «costa meno?», ma «quanto mi arriva a costare una volta pagati dazio, IVA e spedizione?» — e la risposta è cambiata il 1° luglio 2026, quando è caduta la franchigia doganale sotto i 150 euro. Qui trovi il conto completo con due esempi numerici, la differenza fra sotto e sopra i 150 euro, e la voce che quasi nessuno mette nel calcolo.
Su un acquisto dal Giappone verso l'Italia paghi tre cose oltre al prezzo della carta: la spedizione, il dazio e l'IVA all'importazione. L'IVA è il 22% e si calcola sul valore della merce più la spedizione (più il dazio, quando l'IVA non è già stata riscossa al checkout). Due casi concreti, calcolati con lo stesso motore che usa il comparatore di questo sito:
Carta da 120 euro con 15 euro di spedizione: il valore della merce è sotto i 150 euro, quindi il dazio è il forfait di 3 euro. L'IVA è 30,36 euro. Totale: 168,36 euro — di cui 33,36 di dazio e IVA, sopra i 135 euro di carta e spedizione.
Carta da 400 euro con 20 euro di spedizione: sopra i 150 euro il forfait non vale più e si applica il dazio ordinario della voce di tariffa, che per le carte da collezione stampate è zero. Resta l'IVA: 92,40 euro. Totale: 512,40 euro.
La regola pratica che si legge in questi due numeri: sulle carte, quello che pesa non è il dazio — è l'IVA. Chi si concentra sul dazio guarda la voce sbagliata.
Fino al 30 giugno 2026 un pacco con merce sotto i 150 euro entrava senza dazio. Dal 1° luglio 2026 il Regolamento (UE) 2026/382 ha sostituito quella franchigia con un dazio forfettario di 3 euro, e la misura resta in vigore fino al 1° luglio 2028.
Il forfait si conta per TIPO di articolo, non per pezzo. È la differenza che conviene conoscere prima di ordinare: cinque carte dello stesso tipo in una sola spedizione pagano 3 euro una volta, mentre le stesse cinque carte in cinque spedizioni separate pagano 3 euro cinque volte. Consolidare l'ordine è il modo più semplice di non regalare soldi alla dogana.
L'IVA invece è dovuta sempre, da qualsiasi importo: la vecchia esenzione sotto i 22 euro è stata abolita il 1° luglio 2021. Non esiste una soglia sotto la quale una carta arriva senza IVA, e chiunque sostenga il contrario si riferisce a regole di cinque anni fa.
Superata la soglia dei 150 euro di valore intrinseco (la sola merce, senza spedizione) il forfait non si applica più e si torna al dazio ordinario, che dipende da come la merce viene classificata nella tariffa doganale.
Qui c'è un punto che non viene quasi mai spiegato, e vale la pena saperlo. Le carte da collezione stampate rientrano fra gli «altri stampati» del capitolo 49 (voce 4911 99), con dazio 0%: è la classificazione usata nelle informazioni tariffarie vincolanti pubblicate in UE per le trading card, ed è la stessa famiglia dei libri. Esiste però una voce concorrente, «carte da gioco» (9504 40), con dazio 2,7%.
Su una carta da 400 euro la differenza fra le due letture è di circa 11 euro. Il calcolo di questo sito usa lo 0% degli stampati; se in dogana venisse applicata la voce delle carte da gioco, pagheresti quel 2,7% in più. Non è un dettaglio inventato per prudenza: sono due voci di tariffa entrambe esistenti, con due aliquote diverse.
Se compri su un grande marketplace e il valore della merce è sotto i 150 euro, l'IVA italiana può esserti già addebitata al momento del pagamento: è il regime IOSS, che rende il marketplace responsabile della riscossione (articolo 14a della direttiva 2006/112/CE). In quel caso alla consegna non ti viene richiesta di nuovo.
Attenzione a non leggerlo come uno sconto: l'IVA la paghi comunque, solo prima e dentro il prezzo. Quello che cambia davvero è che eviti la trafila della riscossione in consegna — e spesso, con essa, la tariffa che il corriere applica per anticiparla.
C'è anche una differenza tecnica sulla base di calcolo: con l'IOSS l'IVA si calcola sul valore della merce e della spedizione; senza, il dazio entra nella base imponibile. Su una singola carta parliamo di pochi centesimi, ma spiega perché due pacchi apparentemente identici possono arrivare con conti leggermente diversi.
Oltre a dazio e IVA c'è la tariffa di sdoganamento: la somma che chi consegna il pacco chiede per aver svolto le pratiche doganali e anticipato le imposte. Non è una tassa e non finisce allo Stato: la decide il vettore, e cambia da corriere a corriere e a seconda che il pacco arrivi con un corriere espresso o con la posta.
Su una carta da 30 o 40 euro questa voce può essere la più pesante delle tre. È anche l'unico numero di questa guida che non possiamo darti in anticipo, perché dipende da chi consegna: si legge nelle condizioni del corriere, e conviene farlo prima di ordinare e non quando il pacco è già in giacenza.
All'Italia si aggiunge un contributo nazionale di 2 euro a spedizione sui pacchi extra-UE fino a 150 euro, che si somma al dazio europeo invece di sostituirlo. La partenza era prevista per il 1° luglio 2026 ed è stata rinviata al 1° ottobre 2026.
Un rinvio c'è già stato, quindi finché la data non è passata conviene considerarla probabile e non certa. Da quando sarà in vigore, il conto di una carta da 120 euro con 15 di spedizione salirà di quei 2 euro più la relativa IVA.
Il vantaggio del mercato giapponese quasi mai è fiscale: è di prodotto. Ci sono set, promo e illustrazioni che in Europa non escono, e su quelli il confronto con il prezzo europeo semplicemente non esiste. Dove invece la stessa carta esiste in entrambi i mercati, il confronto va fatto sul totale finale, non sul prezzo esposto: è esattamente il conto che questa guida ti ha appena mostrato.
Prima di ordinare, i controlli che cambiano il risultato:
Le norme citate qui hanno tutte una data e una fonte, elencate in fondo. Due sono in movimento e vanno riverificate: il contributo italiano da 2 euro (già rinviato una volta) e il forfait europeo da 3 euro, che è dichiaratamente temporaneo fino al 1° luglio 2028.
Se leggi questa pagina molto dopo agosto 2026, controlla le fonti prima di fare il conto: su un argomento come questo una guida vecchia non è imprecisa, è sbagliata.
Vuoi calcolare il costo totale reale (dazio e IVA inclusi) per il prodotto che stai guardando?
Prova il comparatore Crossave →Fonti consultate per i dati citati in questa guida: